Un’uva chiamata Ciliegiolo
Nonostante la sua origine incerta, probabilmente portato dalla Spagna nella seconda metà del 1800, è considerato vitigno autoctono della Toscana, ma ha attecchito in tutte le regioni del centro: Umbria, Marche, Lazio, e anche in Liguria.
Ciliegiolo è un vitigno vigoroso, a maturazione precoce, si adatta a diversi habitat, ma a causa della sua ridotta fertilità basale predilige terreni non troppo fertili, freschi e collinari, presenta un grappolo grosso, allungato, dai 20 ai 30 cm, uva ciliegiolo compatto con acini di colore nero violaceo di forma arrotondata che tanto bene ricorda, appunto, la ciliegia.
Ma anche il sapore del vino, molto corposo, rende l’idea del frutto.
Studi effettuati dall’Istituto di San Michele all’Adige fanno risalire una parte del Dna del Sangiovese proprio al Ciliegiolo.
Nell’ultimo decennio, questo vitigno è stato rivalutato e salvato dall’estinzione, giacché i terreni coltivati andavano sempre più restringendosi, a favore di altre colture.
Per la precocità della sua maturazione, è stato sempre usato come uva da taglio per rinforzare altri vini, ad esempio Chianti e Sangiovese, utilizzato anche per la preparazione di novelli, in uvaggi con varietà ad elevato tenore acidico e ridotto contenuto di zuccheri.
Ma è stato scoperto che offre la sua massima espressione in purezza, vino elegante la cui caratteristica principale, oltre al colore rosso rubino intenso dai riflessi violacei, è il tono variamente fruttato.
In Umbria si è costituita l’Associazione dei Produttori di Ciliegiolo di Narni, sette aziende locali riunite per la promozione e lo sviluppo delle produzioni territoriali vitivinicole. Le aziende hanno aderito a un Disciplinare che certifica l’adozione di norme produttive più rigoroso rispetto all’IGT, e sono contraddistinte da un bollino in etichetta.
Sabato 16 maggio e domenica 17 maggio 2015, nell’Auditorium di San Domenico a Narni, in provincia di Terni,
Saranno ben 40 i produttori italiani, di cui 7 locali, che porteranno in assaggio le loro bottiglie.
In degustazione (per il pubblico ticket di 10 euro per il bicchiere, gratis per i giornalisti accreditati), i vini provenienti da diversi territori, prodotti con vari stili e metodi ma sempre in purezza, per confrontare i vari Ciliegiolo, cogliere le similitudini ed assaporare le loro diversità, connotate dal clima, dal terreno e dalla mano dell’uomo.
Due importanti momenti di approfondimento a Palazzo Eroli guidati da giornalisti di settore: Antonio Boco che terrà sabato un seminario-degustazione sul Ciliegiolo in Italia, e Giampaolo Gravina che domenica guiderà un seminario di confronto tra Ciliegiolo Umbri.
La manifestazione si svolge con il patrocinio ed il supporto del Comune di Narni e della Provincia di Terni, e con il contributo dell’Unione Europea, della Repubblica Italiana e della Regione Umbria.
www.egnews.it – 10/05/2015